Giorno 8

Alle 5 del mattino fuori dalla nostra stanza c’è un rumoroso via vai di persone per il quale siamo costrette a svegliarci. Con un occhio mezzo chiuso beviamo un caffè in sala pronte per buttarci anche noi alla scoperta delle abitudini dell’isola.

Dopo colazione la mia scelta per l’acqua Gourmet di oggi ricade sui secchi accumulati in bagno. Ho visto l’inserviente che aiuta la signora che ci ospita riempirli prendendo l’acqua da una grossa cisterna presente in una stanza adiacente alla casa.

Quei secchi in bagno coprono le principali necessità della giornata: farsi la doccia, lavarsi i denti e fare in modo che ciò che viene depositato nel gabinetto non rimanga a pelo d’acqua ma entri effettivamente nel sistema di scarico.

I secchi non vengono cambiati giornalmente ma solo dopo che tutta l’acqua presente all’interno viene utilizzata. Questo non è un un posto dove le persone si possono permettere di essere schizzinose nell’ambito di tutto ciò che può essere riciclabile. La casa nella quale siamo è piena di barattoli di ogni genere che all’interno contengono di tutto tranne quello che era il prodotto iniziale…. è questo è solo un esempio. Se mi affaccio alla finestra posso vedere bambini giocare in spiaggia con vecchi pneumatici che vengono utilizzati come le più divertenti ciambelle con le quali giocare nelle onde.

La mia scelta ricade sul secchio giallastro senza una qualche motivazione particolare dato che in tutti i secchi l’acqua è torbida ed in bagno c’è odore d’umidità mista a fogna.
Water to Go nelle mani: svita, riempi, avvita, BEVI.

L’acqua di oggi sembra leggermente dolce al palato, ma non sento altri sapori predominanti.

Ci avviamo verso la spiaggia e la giornata si limita ad essere un continuo perdersi e ritrovarsi in vie antiche di secoli che racchiudono buona parte della storia di questa intera nazione. Ilha de Mozambique è stata infatti la prima capitale del Mozambico ed un porto strategico per diversi colonizzatori europei che ai tempi della tratta degli schiavi la utilizzavano per raccogliere e poi svendere una gran numero di vite umane.

Gli isolani sembrano persone pacifiche, tutti salutano guardandoci incuriositi: il luogo è turistico ma non al punto che la presenza di internazionali passi inosservata.

I migliori rimangono i bambini: ci vedono e iniziano a correrci incontro, alcuni chiedendo soldi per mangiare altri impazzendo alla vista della macchina fotografica e pretendendo che gli vengano scattate decine di foto di fronte alle quali poi ridono a crepapelle correndo via.

Alcuni bambini invece durante la giornata lavorano: portano in testa secchi pieni di dolcetti fritti cucinati da madri o zie. Uno di loro ci si avvicina solitario e sorridente, chiedendoci se ne vogliamo comprare qualcuno. Gliene prendo 5 mangiandoli di gusto, scena di fronte alla quale lui sorride soddisfatto. Ci segue per un po’ e ci chiede come ci chiamiamo. Nota la borraccia nella tasca laterale del mio zaino e mi chiede se gliela posso lasciare prima di andarmene, dicendomi che gli piacciono i colori e che ne avrebbe bisogno quando lavora dopo la scuola.

Sono sciolta dalla sua tenerezza e molto imbarazzata rispondendogli che non gliela posso lasciare perché questa borraccia è il mio “lavoro” e ne ho bisogno.
Lui si mette una mano sulla bocca chiedendomi scusa e dicendo che capisce, per poi correre via dopo averci strappato la promessa di rivederci domani.

Anche la borraccia di oggi arriva a sera vuota, e di nuovo mi trovo a convivere con il mal di testa. Posso escludere dalle cause il cibo o il sole africano, dato che la mia amica è stata con me tutto il giorno e non ha questo tipo di sintomi. Oggi mi chiedo se non sia l’acqua della borraccia ad essere la causa di questo scomodo compagno di viaggio.

Non avevo calcolato una cosa: il filtro può togliere ciò di poco salutare presente nell’acqua, ma non può aggiungere sostanze nutritive ad un’acqua che di per se ne è povera.

Un pensiero su “Giorno 8

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *