Giorno 29

Sono su un’aereo che mi riporta a Maputo, sono quasi le nove di mattina e appena tocco il sedile mi addormento senza aspettare che l’aereo decolli.

La mia tecnica ormai fidata per riuscire a dormire ovunque consiste nella mia onnipresente sciarpa che mi copre metà della faccia, occhi compresi. So che non dev’essere bellissimo da vedere ma in quanto a praticità, funziona.

Vengo svegliata da una mano che afferra il mio braccio di colpo, mentre l’aereo sobbalza durante una leggera perturbazione. La mia vicina di posto è abbastanza agitata e sembra che stia pregando di arrivare a terra sana e salva, tutto questo in portoghese.

Mi giro dall’altra parte mentre da sotto la sciarpa sbircio la donna seduta dall’altra parte del corridoio che semi piangendo stringe una mano dell’assistente di volo.
Lo scenario sembra abbastanza apocalittico ma in realtà è più legato al fatto che le persone intorno a me non sono abituate a volare, quindi richiudo entrambi gli occhi e torno al mio sogno senza pensarci troppo.

Una volta arrivata a Maputo mi aspetta un pranzo dal sapore portoghese, che comprende della carne stufata in salsa di pomodoro e chorizo cotto a fiamma viva in una piccola ciotola di terracotta.

Mentre sto raccontando delle avventure della settimana nella riserva di Mezimbite noto che l’impianto di vaporizzazione dell’acqua sopra di noi perde gocce d’acqua a metà del tubo, e decido che questo potrebbe essere il modo di salutare la città di Maputo e la sua acqua potabile.

Mentre pranziamo la mia Water to Go rimane aperta per terra e goccia dopo goccia si riempie accompagnandoci nell’annientamento della carne posta di fronte a noi.
Una volta finito, avvito il tappo e torno a casa con il mio bottino, sorseggiando acqua da un sapore che ormai mi è familiare: sapore di Water to Go.

La settimana nella natura selvaggia del Mozambico è stata esaltante ma sfiancante allo stesso tempo: quando cala la sera devo dire che l’attacco delle zanzare non mi manca e apprezzo anche i molesti clienti della baracca vicino a casa che decidono di intrattenere la via con musica che esce ad alto volume dalle portiere dell’auto fino all’alba.

Sto fumando una sigaretta dopo l’altra mentre lavoro su alcune foto ricavate da questa singolare esperienza, domani si torna a casa.
L’esperienza Mozambico è ormai agli sgoccioli.

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