Giorno 27

– Io penso che vi dovreste concentrare solo su alcuni progetti. Ne avete per le mani talmente tanti che il rischio è quello di lavorare male e non riuscire a sfruttare a piena potenzialità nessuno di questi. So che cercate di fare del bene e so che siamo in un posto dove c’è bisogno di tutto e anche delegare è un problema quando servono persone specializzate che abbiano doti tecniche, organizzative e soprattutto un’etica lavorativa che gli permetta di lavorare in autonomia. Sono l’ultima arrivata ma sono in questo paese da abbastanza tempo da aver già notato tutto questo. Il fatto è che ciò che sto dicendo non me lo sto inventando io, ma è così che funzionano i progetti a lungo termine. Una sola persona non può farsi carico di tutto, il rischio è quello di fallire nonostante l’idea sia più che lodevole –

Alan si alza, arrabbiato e rosso in viso. Inizia a rispondermi sbraitando.

– Vedi ragazza, il problema è che se io voglio iniziare un progetto in questa nazione ho bisogno di tutto perchè non ci sono servizi complementari. Quando io e Ruy abbiamo deciso di disegnare e produrre oggettistica di design per la casa, non mi sono potuto rivolgere ad un’azienda che taglia il legno e lo lavora per poi rivenderlo a falegnami o altre aziende. Perchè quell’azienda in Mozambico non esiste. Non ho neanche potuto decidere di tagliarlo personalmente, perchè nel posto dove siamo i cinesi hanno comprato i diritti per disboscare tutto il possibile. Cosa ho dovuto fare? Ho dovuto iniziare a piantare alberi. Non ho potuto lavorare con dei falegnami con esperienza, perchè nessuno era in grado di utilizzare le macchine semi industriali che abbiamo qui a Mezimbite. Ho dovuto cercare persone nei villaggi adiacenti, in particolare uomini, che avessero bisogno di lavorare.

Una volta trovati, gli ho dovuto insegnare personalmente il lavoro, nozioni sul tipo di legno con il quale stavano lavorando, perchè un certo tipo può essere utilizzato per far una cosa piuttosto che un’altra. E gliel’ho dovuto spiegare cento volte prima che fossero in grado di lavorare autonomamente. Ed ora, dopo che negli ultimi dieci anni sono riuscito a creare un team formato da persone che finalmente hanno consapevolezza di ciò che stanno facendo, probabilmente mi troverò punto e a capo perchè gli uomini che lavorano qui hanno un’aspettativa di vita di altri 10 anni, 15 se saranno fortunati (la vita media in Mozambico è di 40 anni per le donne e 44 anni per gli uomini NDT).

Se voglio risolvere questo problema devo creare una scuola qui, all’interno della riserva, dove le conoscenze vengano tramandate a dei giovani che poi verranno a lavorare qui. E per creare una scuola intendo che la devo costruire, partendo dalle fondamenta. Non mi posso permettere che tutto il lavoro che ho fatto negli ultimi 25 anni venga sprecato e che Mezimbite vada in malora, ma sono vecchio e non posso più permettermi di vivere in una tenda in mezzo alla foresta. Devo fare in modo che questo posto vada avanti senza di me. –

Sto zitta, la faccia di Alan è decisamente paonazza e capisco che è il momento di smettere di ribattere. La conversazione si sposta ad altri membri seduti al tavolo che stanno facendo colazione con noi. Guardo Zach, uno dei ragazzi che sta seguendo un progetto nella riserva che farà in modo di creare un sistema d’irrigazione che eviti alle donne che coltivano i campi di fare avanti e indietro dai pozzi coi secchi d’acqua sulla testa nell’arco della giornata.

Rimango delle mie idee, non perchè Alan stia dicendo qualcosa che non rispecchia la realtà, ma perchè ho visto con i miei occhi più volte come le cose vanno a finire quando non ci si riesce a concentrare su una cosa alla volta. Semplicemente, se un progetto può potenzialmente rendere 100, renderà 80. Più aumenta il numero dei progetti, più la percentuale di riuscita del progetto stesso diminuirà. E’ matematica.

Ascolto la conversazione che si svolge intorno a me persa nei miei pensieri, cercando di capire se ci sia una reale soluzione o se le cose debbano semplicemente continuare così, come già stanno (a grandi linee) funzionando.

Mi allontano con Zach sorseggiando la mia Water to Go, anche oggi recuperata da uno dei pozzi della riserva nel mio giro mattutino. Zach mi guarda e mi da manforte sul discorso affrontato prima. Ma Alan è un testone che ogni volta che ha provato ad affidarsi a qualcuno e delegare si è trovato ad affrontare una marea di problemi, perchè le cose gli vanno bene solo quando sono esattamente come le vuole lui.

– Oggettivamente è il suo progetto, un progetto al quale ha dedicato gli ultimi 25 anni della sua vita. Credo che non arriverà mai al punto in cui si sentirà rilassato nel cedere il posto di comando a qualcuno. La sua passione ed il suo coinvolgimento emotivo sono il pilastro sul quale si base realmente tutto questo progetto –

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