Giorno 19

Ritorno a Maputo con il visto rinnovato ed un bel ricordo in tasca: lo Swaziland è veramente una piccola perla ricca di tradizioni che lottano per conservarsi.
La nazione è abbastanza piccola (17.363 km2) e ospita poco più di un milione d’abitanti. E’ una delle ultime monarchie al mondo. Nel giro di 4 giorni abbiamo girato in lungo e in largo questo posto che passa da brulle e rocciose vallate dalle sfumature ocra a rigogliose valli piene di sequoie che dall’alto sembrano un soffice cuscino sul quale tuffarsi.

Varcare il confine con il Mozambico fa tutto un’altro effetto ora. Sto bevendo ancora l’acqua raccolta ieri dalla pozzanghera degli animali, ho fresche nella memoria immagini di un rigoglioso Swaziland, e noi abbiamo fatto massimo 30 km quando ci troviamo su una strada che non ha lampioni. Non ci sono campi coltivati, non ci sono sistemi d’irrigazione, i colori vanno dal giallo al marrone foglia secca perchè se non hai delle riserve d’acqua e il modo di collegarle ai posti in cui sono utili allora la siccità non la combatti, mentre tanto per rendere il tutto più caratteristico attraversiamo un check point dove la guardia sta russando rumorosamente.

Questo Mozambico è un vero casino. Ci sono, ora, e ci sono stati, prima, talmente tanti giochi di potere che per questa nazione risollevarsi dalle proprie ceneri una volta finita la guerra civile, (nel ’74) sta risultando una vera impresa. Tutti ne vogliono un pezzetto. Il Mozambico è una perla ricca di risorse naturali che i colossi non vedono l’ora di sfruttare e il governo di svendere.

Avreste mai detto che il Mozambico fosse pieno di cinesi?
Non sto parlando di ristoranti “all you can eat”, sto parlando di cinesi che disboscano intere foreste e spostano villaggi per costruire strade che fanno andare i loro camion più velocemente dal punto A, dove c’è la miniera da cui estraggono carbone, al punto B, dove c’è la nave che una volta carica salpa per coste lontane.

Mi sento un pò polemica e poco dopo che io e il mio collega stiamo discutendo della questione inizio ad innervosirmi. E’ veramente brutto vedere il potenziale di questa nazione enorme e piena di biodiversità venire sprecato così, per i sogni di gloria di qualcuno che vengono pagati da milioni e milioni di persone alle quali ogni giorno viene sottratto un pezzetto di futuro sotto il naso, senza che nessuno di loro possa veramente esprimersi al riguardo.

Arrivati a casa la Water to Go è quasi vuota. Vado in bagno a riempirla e già che ci sono sciacquo il filtro per sicurezza, lavando anche l’interno della bottiglia. Il colore marrone e i pezzetti di terra che escono da questo procedimento ormai non mi stupiscono più.

Ho bevuto acqua dalla stessa pozza di Simba e branco. Fino a qui, tutto bene.
Magari domani mi sveglio con un’improvvisa voglia di carne cruda. E’ da quando ero bambina che sogno di diventare un leone.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *