Giorno 13

Oggi è un giorno particolarmente fresco. La pioggia ha fatto in modo che la temperatura si abbassasse di diversi gradi e durante il giorno rispolvero la mia fedele compagna di viaggio sciarpa/scialle/coperta/copricapo. Ho usato questa sciarpa in talmente tanti modi che ormai è ufficialmente diventata la mia personale versione della coperta di Linus.

Sto camminando per la città a passo spedito dato che sono in ritardo e devo raggiungere l’ufficio il più velocemente possibile: poco tempo fa ho collaborato con una NGO (associazione non governativa) per la quale ho girato un breve video riguardante un progetto di training nei mercati locali della città. Il loro ufficio si trova a diversi chilometri da dove vivo ora e lo sciopero dei mezzi di oggi non sta aiutandomi a migliorare la mia posizione.

Il cambio di temperatura degli ultimi giorni ha fatto si che raffreddore e mal di ossa diventino i compagni di avventura della giornata. Mi sento abbastanza stordita, come se non avessi dormito per quattro giorni di fila.

Finalmente sono arrivata a destinazione ed entro con la mente piena di scuse riguardanti il mio ritardo MA in ufficio siamo in quattro persone in totale, compresa la donna delle pulizie che con un sorriso timido mi chiede se voglio un caffè.
Le rispondo gentilmente di no e mi dirigo in bagno: ho deciso di sfruttare questo tempo morto per provare l’acqua di questa zona della città.

Il bagno è pulito e ha addirittura un bidèt, cosa che non ti aspetteresti proprio di trovare da questa parte del mondo. Opto per il più convenzionale lavandino: svito – riempio la Water to Go – avvito.

L’acqua è servita. E’ limpida, insapore, inodore. Nessun retrogusto rugginoso. Sembra acqua perfettamente potabile.

E’ da un pò di giorni ormai che mi sto chiedendo se non valga la pena provare a riempire direttamente un bicchiere di acqua dal lavandino e vederne gli effetti. Mi incuriosisce il fatto che a parte un paio di giorni di mal di testa forte, da quando sono partita ed ho iniziato ad utilizzare la mia Water to Go come unica fonte d’acqua potabile le controindicazioni siano state praticamente nulle.

L’acqua che sto bevendo è sempre impura?

Presumibilmente un buon 90%. L’acqua che arriva nelle case viene solitamente usata per cucinare, il che vuol dire che entra a contatto col cibo ma solitamente viene fatta bollire.
Nessuno beve direttamente l’acqua del rubinetto in questa nazione e sulle news locali mi è capitato di leggere più di un’articolo riguardante la contaminazione dei prodotti agricoli a causa del fatto che nel processo d’irrigazione viene utilizzata acqua contaminata.

Alla base di queste situazioni ci sono diverse realtà sociali che influiscono negativamente sullo sviluppo di processi sostenibili: per sostenibile si intende un processo produttivo che porti effettivamente ad un buon risultato, non ad un qualsiasi risultato.

Il problema è che se un contadino non ha alcuna conoscenza che lo porti a realizzare che un ortaggio coltivato su un terreno che una volta era una discarica non è un ortaggio salutare, quello stesso contadino non si porrà il problema di ciò che sta facendo e continuerà a vendere felicemente i suoi prodotti, partendo proprio dal presupposto che è riuscito a coltivare qualcosa di commestibile in un posto dove prima c’erano solo rifiuti… cosa che per lui e molti altri è un sogno che diventa realtà.

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